Svoglimento Esercizio # 004
- Ai fini della concatenazione degli accordi è essenziale evitare soltanto una condotta non melodica.
- Ogni voce deve cantare nel suo registro centrale, soltanto quando altre circostanze lo richiedono (difficoltà nella condotta delle parti, l'obiettivo di evitare la monotonia, ecc.) ci si spinge in un registro più acuto o più grave.
- Gli accordi possono essere disposti in posizione stretta o lata.
- Il modo migliore per ottenere un accordo mediamente proporzionato è mantenere tra due voci adiacenti una distanza non superiore all'ottava nel caso delle tre voci superiori, mentre il basso può essere anche più lontano dal tenore.
- All'inizio il raddoppio della quinta e della terza è superfluo: ci limiteremo al raddoppio dell'ottava - o fondamentale.
- Per ogni grado ci sono 10 modi di poter disporre un accordo. Solamente il III, il V ed il VII grado presentano 8 modi di poter disporre l'accordo.
- Si faccia solamente quanto è strettamente necessario alla concatenazione degli accordi.
- Le parti seguiranno la "legge della via più breve". Ne risulta che, se due accordi da concatenare hanno una nota in comune, sia nel primo che nel secondo accordo questa nota è assegnata alla medesima parte, cioè "resta ferma".
- Nelle prime concatenazioni scegliamo soltanto accordi che abbiano una o più note in comune e lasciamo ferme la o le note in comune come legame armonico.
- In questi primi esercizi la fondamentale va sempre usata come nota più grave dell'accordo, cioè va posta al basso.
- Qui si deve ottenere la tonalità d'impianto.
- Le frasi, ovviamente, dovranno essere brevissime, in quanto si hanno a disposizione solamente sei accordi, la cui liceità di concatenazione è ancora soggetta a condizioni (legame armonico).
- La frasetta inizia e finisce con la triade del I grado.
- Per preservare gli esempi da errori che con un'eccessiva lunghezza sarebbero inevitabili, all'inizio ci limiteremo a concatenare da quattro a sei accordi. Il primo e l'ultimo saranno accordi di I grado; dunque tra questi due ci saranno al massimo da due a quattro accordi e, dovendo evitare le ripetizioni, meglio qualche accordo in meno che in più.
- ATTENZIONE! Si devono evitare due salti melodici di quarta o di quinta nella stessa direzione, perchè le due note estreme costituirebbero una dissonanza. Oppure, con una formulazione più generica: due salti nella stessa direzione che, sommati, danno origine a una dissonanza, hanno un effetto non melodico.
- Si definiscono dissonanze soltanto la seconda maggiore e la seconda minore, la settima maggiore e la settima minore, la nona, ecc., inoltre tutti gli intervalli diminuiti e aumentati, quindi ottava, quarta, quinta ecc. diminuite e aumentate.
- Nessuna parte deve compiere salti più ampi di una quinta (il salto di ottava, che ha quasi l'effetto della ripetizione della medesima nota, naturalmente è permesso).
- Nella triade diminuita, la quinta diminuita, dissonante, deve essere preparata e risolta.
- La nota che poi sarà dissonante deve essere già presente nell'accordo precedente, nella medesima voce, come consonanza.
- Risolvendo la quinta dissonante della triade diminuita, si fa fare al suono fondamentale un salto di quarta ascendente (o di quinta discendente) e l'accordo di risoluzione del VII grado sarà quello sul III grado.
- Nei confronti dell'accordo risolutivo la dissonanza può comportarsi in diversi modi: può scendere, salire o rimanere ferma, ma anche procedere per salto.
- In simili circostanze si deve talvolta rinunciare al legame armonico, se si vuole ottenere un accordo completo. Ma l'incrocio delle parti, come abbiamo già detto, lo dobbiamo evitare.
- L'allievo una volta può tranquillamente utilizzare nell'accordo di risoluzione il legame armonico, un'altra volta può rinunciarvi, a seconda delle esigenze della frase.
- E' meglio non allontanarsi troppo dalla posizione in cui si è iniziata la frasetta e, se la si dovesse abbandonare, utilizzare la prima occasione per ritornarvi.
- Rispetto alla domanda riguardo a quale nota, nell'accordo di VII grado, sia adatta al raddoppio, c'è da dire quanto segue: innanzitutto, naturalmente, il suono fondamentale.
- Poi la terza è quella da prendere subito in considerazione, perché la triade sul VII grado non è né maggiore né minore, bensì diminuita.
- La quinta, diminuita, non va raddoppiata.
- La nota dissonante deve essere presente nell'accordo precedente come consonanza e poi, mentre diventa una dissonanza, deve rimanere ferma nella medesima parte.
Esercizio # 004
L'allievo si eserciti ora a preparare e risolvere il VII grado nel maggior numero possibile di esempi (anche in altre tonalità!). La concatenazione dei gradi sarà: IV, VII, III oppure II, VII, III. Per il momento, dopo il VII grado va sempre e soltanto il III, prima del VII soltanto il IV o il II.
Esercizio # 005
Dopo aver acquisito sufficiente sicurezza nel trattamento del VII grado, l'allievo potrà utilizzarlo anche in frasette. Ovviamente, pure qui il VII grado dovrà essere sempre seguito dal III e introdotto dal IV o dal II. Per il resto l'allievo può attenersi interamente alla tabella, dove ora vengono a cadere alcune delle limitazioni relative al VII grado.
Alle 46 successioni che abbiamo visto negli scorsi esercizi, si aggiungono le seguenti 21 per un totale di 67 successioni possibili:
Non tutti i Bassi sono praticabili, però...
Le stesse successioni sistemate per ordine di lunghezza...
Successione numero 1 - VII grado:
Successione numero 2 - VII grado:
Successione numero 3:
Successione numero 4 - VII grado: