Trattato di Armonia ( 3 )

Concatenazione delle triadi principali e secondarie in frasette

Esercizio # 003

Nel compito successivo l'allievo deve costruire, con i sei accordi a disposizione, frasette che, nella misura in cui lo permettono i mezzi disponibili, siano abbastanza varie e tanto interessanti quanto appunto è possibile.

Qui, benché in forma ancora embrionale, si deve ottenere un risultato che più avanti, con mezzi adeguati, perseguiremo con maggiore energia: esprimere, fino a un certo punto, la tonalità d'impianto.

Le frasi, ovviamente, dovranno essere brevissime, in quanto si hanno a disposizione solamente sei accordi, la cui liceità di concatenazione è ancora soggetta a condizioni (legame armonico).

Le ripetizioni, se non ricevono dal contesto una sfumatura di significato diversa o se non hanno uno scopo, possono facilmente diventare noiose, inutilmente noiose, oppure, dato che la ripetizione funge perlopiù da rinforzo, possono dare all'accordo ripetuto un'importanza maggiore rispetto agli altri accordi.

La ripetizione sarà quindi da evitare, a meno che non si abbia intenzione di conferire maggiore importanza a un accordo. Questa intenzione, per il momento, possiamo averla con un unico accordo, quello del I grado, con il quale viene espressa la tonalità d'impianto.

La disposizione più opportuna per questa ripetizione si ha collocando l'accordo semplicemente al primo e all'ultimo posto.

Quindi la prima condizione che ci poniamo è: la frasetta inizia e finisce con la triade del I grado.

Per preservare gli esempi da errori che con un'eccessiva lunghezza sarebbero inevitabili, all'inizio ci limiteremo a concatenare da quattro a sei accordi. Il primo e l'ultimo saranno accordi di I grado; dunque tra questi due ci saranno al massimo da due a quattro accordi e, dovendo evitare le ripetizioni, meglio qualche accordo in meno che in più.

Ora l'allievo, seguendo la tabella, può assegnarsi da solo il compito, iniziando con il I grado e poi facendo seguire uno dei gradi che hanno un legame armonico con esso; quindi, per esempio, il III. Poi sceglie nella tabella un grado che può seguire il III.

Nell'abbozzare altre frasette, la cosa  migliore è che l'allievo proceda in maniera sistematica, iniziando ancora con I - III e proseguendo diversamente dopo il III grado.

Quando avrà sfruttato tutte le possibilità con I - III, dovrà iniziare con I - IV, poi con I - V e infine con I - VI, proseguendo ogni volta diversamente.

ATTENZIONE! Si devono evitare due salti melodici di quarta o di quinta nella stessa direzione, perchè le due note estreme costituirebbero una dissonanza. Oppure, con una formulazione più generica: due salti nella stessa direzione che, sommati, danno origine a una dissonanza, hanno un effetto non melodico.

Nessuna parte deve compiere salti più ampi di una quinta (il salto di ottava, che ha quasi l'effetto della ripetizione della medesima nota, naturalmente è permesso).

Nello svolgere l'esercizio mi sono accorto che - in realtà - le combinazioni possibili delle frasette sono a numero chiuso, ovvero si possono calcolare matematicamente.

Con le limitazioni attuali, abbiamo 11 possibilità con il modulo I - III:

... che se seguiamo le indicazioni del maestro ed evitiamo le successioni che hanno 5 accordi tra i due I grado di inizio e fine, diventano solamente 8 possibilità.

13 possibilità ( che diventano 9 se non contiamo le successioni con cinque accordi tra i due I grado), con il modulo I - IV:

E via dicendo per gli altri moduli.

Nello svolgere l'esercizio, potremmo anche voler vedere le stesse successioni di accordi per ordine di lunghezza:

Se lasciamo perdere le successioni che hanno 5 accordi tra i due I grado, sono 34 possibili successioni per 10 modi diversi di scrivere l'accordo di Do... 340 frasette possibili. Buon divertimento!