Trattato di Armonia ( 2 )
Concatenzazione delle triadi tonali principali e secondarie
Nella condotta delle parti anzitutto si faccia solamente quanto è strettamente necessario alla concatenazione degli accordi.
Le parti dunque seguiranno la "legge della via più breve". Ne risulta che, se due accordi da concatenare hanno una nota in comune, sia nel primo che nel secondo accordo questa nota è assegnata alla medesima parte, cioè "resta ferma".
Nelle prime concatenazioni scegliamo soltanto accordi che abbiano una o più note in comune e lasciamo ferme la o le note in comune come legame armonico.
In questi primi esercizi la fondamentale va sempre usata come nota più grave dell'accordo, cioè va posta al basso.
L'allievo deve assolutamente evitare di incrociare le parti, ossia non può mettere una parte più grave (per esempio il tenore) sopra una più acuta (per esempio il contralto o il soprano).
La maniera più facile perché l'allievo non faccia errori nel disporre gli accordi è che risponda nell'ordine alle seguenti domande:
1° domanda: Quale nota va affidata al basso?
2° domanda: Quale nota al soprano?
3° domanda: Che cosa manca?
Quando poi vorrà realizzare la concatenazione, l'allievo farà bene a porsi le seguenti domande:
1° Quale nota è la fondamentale?
2° Quale nota costituisce il legame armonico
3° Quali note mancano?
Esercizio # 002
Esercitarsi a concatenare tutti i gradi uno con l'altro (I con III, poi I con IV e I con V e così via; e successivamente: II con IV, II con V e via dicendo per tutti i gradi della tabella qui sopra. Il VII grado per il momento resta escluso, perché richiede un trattamento speciale.